Come si cerca su Google


Google, il motore di ricerca per eccellenza, è molto potente: permette di fare delle ricerca estese ma spesso gli utenti non sanno come si fa a cercare su Google.

Nel campo bianco affianco al pulsante Cerca, si inseriscono i termini che vogliamo ricercare su Internet facendo così un’interrogazione al motore di ricerca. La lista di risultati che esce, dopo avere fatto un’interrogazione di Google, è l’elenco dei risultati organici o SERP. I risultati organici mostrano dei documenti che contengono le parole ricercate e questi sono ordinati in base ad un criterio che pone più in alto le risorse che Google reputa più rilevanti e via via scendendo sono riportate pagine meno rilevanti.

Non sempre il motore, però, è in grado di mostrare correttamente risultati rilevanti per questo a volte possiamo trovare pagine inutili in cima alle SERP mentre le pagine interessanti potrebbero non comparire.

I risultati organici che appariranno dipendono dai termini utilizzati per l’interrogazione; per questo motivo ricercare bene comporta un miglioramento della qualità delle SERP restituite.

Ogni termine scelto è importante e viene considerato da Google. Un’importante cosa da conoscere è che non c’è differenza fra maiuscolo o minuscole: per cui un’interrogazione ciao o CIAO restituisce gli stessi risultati.
Se nei termini ricercati ci sono dei caratteri speciali come @#$%^&*()=+[]\, questi verranno ignorati.
Sfortunatamente i motori di ricerca non sono come le persone.

Una domanda come Come si chiama in italiano il gatto Heathcliff? potrebbe non produrre una lista di risultati soddifacenti in quanto Google ha messo nei primi posti pagine non rilevanti perché non ci troviamo la risposta desiderata.

Ciò è dovuto a due cause.

L’utente ha scelto di fare un’interrogazione non appropriata, infatti Google, come tutti i motori di ricerca, cerca le corrispondenze delle parole fornite nelle pagine sul Web; se invece si usano le parole che potrebbero essere visualizzate con maggiore probabilità in una pagina che contiene le informazioni che vogliamo, aumenteremo le possibilità di ricevere un risultato pertinente.

Usando nome italiano gatto Heathcliff come interrogazione, otterremo che il primo risultato risponde correttamente.

Questo esempio è servito anche a farci capire che alcune parole scelte per la prima interrogazione sono inutili (come, si, chiama, in, il) alcune di esse sono articoli e congiunzioni che sono presenti in quasi tutti i documenti sul web e che sicuramente saranno contenute anche in pagine che trattano argomenti molto diversi da quelli della nostra interrogazione.

Per questo motivo è una buona cosa descrivere ciò che si desidera adoperando il minor numero di termini possibile. Allo stesso tempo bisogna sciegliere parole descrittive: nome italiano gatto Heathcliff contiene tutte le informazioni importanti che vogliamo trovare nei risultati organici.

Quelli appena descritti sono i rudimenti base per fare delle ricerche su Google, utilizzando alcuni accorgimenti è possibile ottenere dei risultati organici più pertinenti o ridurre il numero di pagine non rilevanti che Google ci mostrerà.

Questi operatori che descriverò sono poco usati, Google riporta che soltanto il 5% delle interrogazioni fatte contengono almeno uno dei seguenti accorgimenti.

Se vogliamo cercare un’espressione formata da due o più termini in un ordine esatto, si può racchiudere l’interrogazione fra virgolette.
“seo black hat” restituisce dei risultati organici diversi da seo black hat: nel primo troveremo pagine dove saranno presenti i tre termini nell’ordine indicato ossia seo è seguito da black che precede hat, mentre nel secondo caso Google mostrerà risultati dove ci sono pagine che non hanno le tre parole nella stessa sequenza.

Supponiamo invece di voler escludere una parola. Ci sono in italiano alcune parole che hanno più significati: pesca può essere un frutto oppure un’attività.
Se vogliamo cercare informazioni sull’attività possiamo preparare un’interrogazione come pesca sportiva oppure possiamo escludere tutte le pagine in cui la pesca è un frutto usando l’espressione pesca -frutto. Il trattino davanti alla parola frutto permette di indicare al motore di ricerca che non desideriamo che quella parola sia presente nei risultati.
Allo stesso tempo possiamo cercare documenti relativi alla pesca in acqua dolce escludendo il termine mare oppure l’espressione acqua salata così:
pesca -”acqua salata”
Se cerchiamo assicurazioni troveremo molti risultati che presentano invece la parola assicurazione. Forse ciò non è importante e le SERP mostrate ci potrebbero andare bene. In altre situazioni come quelle riportate in questo articolo (Esempio di sematic web), non vogliamo che mi fa cagare mostri anche mi fa schifo e quindi possiamo mettere un bel + davanti a cagare trasformando l’interrogazione così: mi fa +cagare.

Il lato oscuro

Seo (search engine optimization) è un acronimo inglese che in italiano significa ottimizzazione per i motori di ricerca. Chi si occupa di ottimizzare un sito per i motori di ricerca ha come obiettivo quello di far percepire al motore che il suo sito è rilevante per una serie di interrogazioni.
Essere il primo risultato organico per espressioni come assicurazioni auto è molto redditizio perché avremmo un sacco di visitatori sul nostro sito da convertire in qualche modo in denaro contante.
In argomento seo l’operatore + è utile per cercare come gli errori ortografici possano essere utili per trovare nuove keyword per le proprie campagne di link building perché ad esempio +asicurazioni può essere un bel modo per trovare quante sono le pagine dove si trova quest’errore grammaticale.
Un altro ottimo consiglio, per vedere chi ha inserito un riferimento o un link al nostro sito, è provare un’interrogazione simile:
@:seodart.net -site:seodart.net
Avremo una lista di SERP dove sono riportati i documenti che contengono seodart.net ma nessuno di questi risultati sarà una pagina del nostro sito, questo per evitare di contare pure i nostri link interni.
Un esperto in search engine optimization sa bene che sono piuttosto rari gli utenti che usano gli operatori per modificare una ricerca, per tanto bisogna fare attenzione a posizionarsi con parole chiave secche composte da molte parole. Facciamo un esempio:
dedicated windows parrebbe un’ottima espressione per vendere server dedicati con windows, ma non funziona perché è molto meglio dedicated windows server: nessuno cerca su Internet la prima interrogazione, mentre la seconda è molto utilizzata.

Approfondisci leggendo pure:

  1. Bloccare dei siti in Google
  2. Keyword proibite
  3. Big Panda aggiornamento di Google
  4. Scegliere le giuste parole chiave
  5. Seo effetto sandbox

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admin on June 4th 2011 in motori di ricerca, seo, tecniche, white hat

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