Vendere e comperare domini


Utilizzare un nome di dominio attinente alle keyword da spingere è sicuramente un vantaggio. Per provarlo basta interrogare Google: prova a vedere quale pagina sta in cima ai risultati della query assicurazione oppure hotel o cyclette.

Ecco alcuni consigli per avventurassi nel mercato della compravendita dei domini senza eccessivi problemi dati da un’errata valutazione del prezzo del del nome dominio.

Al 99,999% dei casi i domini più interessanti sono già stati registrati, spesso come il famoso caso di pizza.com non è detto che essi vengano sfruttati da una compagnia o da una azienda ma sono stati acquistati da persone e lasciati inutilizzati. Altre volte capita che un buon dominio sia stato “catturato” da un domainer (uno che acquista nomi dominio per farci soldi).

I domainer tipicamente riservano due diversi trattamenti ai domini che acquistano:

  1. Creano una pagina sulla quale applicano degli script pubblicitari o banner.
  2. Mantengono il dominio per rivenderlo a un prezzo maggiore di quello d’acquisto.

I domainer lasciano scadere (drop) i domini che non fruttano soldi e che non riescono a pagarsi neanche il prezzo di registrazione, la stessa cosa può capitare quando il proprietario di un dominio si dimentica o non può rinnovare il nome.

Se un dominio è di scarso valore oppure le sue potenzialità non sono manifeste, dopo il periodo di scadenza è possibile registrarlo nuovamente presso il proprio venditore di domini.

Per controllare lo stato di un dominio in base alla sua estensione (se è un dominio della gerarchia .it andare sul sito del NIC)

Per aggiudicarsi dei domini di buone potenzialità, sfortunatamente è necessario ricorrere ai servizi di backorder (snapnames, pool, namejet, godaddy backorder) che consentono di provare a registrare il dominio nel momento in cui ritorna libero effettivamente (dopo il pendingDelete).

Infatti un dominio dal valore di 200 dollari fa gola a molti e i domainer, professionisti e non, proveranno a fare di tutto per ottenerlo per poi generalmente rivenderlo.

I backorder non sono gratuiti ma chiedono un piccolo fee che va tipicamente dai 15 euro fino ai 50; questi servizi non fanno altro che interrogare il registro dei domini finché non ottengono che il dominio sia libero, in quell’istante lo registrano per chi l’ha richiesto.

Godaddy offre un discreto servizio di backordering dei domini, il backorder su un dominio di tipo com + id shield  + registrazione per un anno viene 25,18 dollari (approssimatamene 17,36 euro).

Snapnames richiede il versamento annuale di 79 dollari, che vengono pagarti al momento dell’aggiudicazione del dominio, in caso contrario rimangono disponibili per l’acquisto di un altro nome.

Approfondisci leggendo pure:

  1. Registrazione domini: la scelta

2 Comments »

admin on October 7th 2009 in seo, Uncategorized, white hat

2 Responses to “Vendere e comperare domini”

  1. backorder it responded on 24 Nov 2009 at 00:21 #

    Per i domini italiani c’e’ xxxxx , ancora in betatest. Per provarlo scrivete a info xxxxx e chiedete una pass.

  2. admin responded on 24 Nov 2009 at 14:02 #

    Questo tipo di attività vanno contro il regolamento e le norme d’uso dei domini it

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