Commenti spam
I commenti spam non sono altro che degli interventi promozionali ad un articolo o ad una pagina di un blog. L’obiettivo dell’invio di questa spazzatura è la pubblicizzazione di qualche oggetto o servizio.
Generalmente in un intervento di questo genere, lo spammer tenta di inserire dei link verso la risorsa da promuovere, ma plug-in o certi programmi riescono a riconoscere le cattive intenzioni ed eliminano il messaggio. Per questo si adoperano alcune strategie per evitare i filtri, qualora un blog non sia adeguatamente protetto, gli spammer perseguiranno il loro scopo.
Ecco alcune prospettive di un commento spam:
- Aumentare i visitatori piazzando un link attivo (cioè se ci clicca su si è indirizzati verso una loro pagina)
- Aumentare il pagerank, quando un link non ha il tag rel=nofollow
- Aumentare i visitatori anche con un URL non cliccabile, tipo www.spamsite.xz/pagina.html che non è cliccabile ma un utente potrebbe digitarlo o copiarlo nella barra degli indirizzi
A volte solo un attento moderatore riesce a riconoscere dei messaggi publicitari, può darsi che un filtro anti-spam non riesca a impedire ad alcuni commenti di bypassare la protezione.
E qua un estratto dell’e-book black hat seo:
[...] proviamo a creare dei messaggi spam “manualmente”. Primo esempio: un blog che parla di attività sportive ha un articolo che discute dei metodi per ridurre l’acido lattico nei muscoli. Commento spam:
â€Articolo interessante, complimenti. Però ho letto su http://sito.da/promuovere.html
che l’acido lattico, come hai detto tu, non causa dolori muscolari ma questi sono dovuti al normale allenamento.
E’ vero? sono preoccupato perché in due mesi di allenamento non ho avuto problemi ma da una settimana a questa parte provo spesso stanchezza; ho fatto dei massaggi ma niente che devo fare?â€
Piaciuto? A pochi parrebbe un commento spam, tuttavia lo è! [...]
Strumento per l’invio di commenti spam
Autopligg è in grado di inserire messaggi spam nei commenti dei siti con Pligg come CMS, ma questo codice in PHP è in grado di inviare numerosi interventi. Ovviamente la sua semplicità , riduce di molto il tasso di successo, ma è un ottimo esempio di come funzionano questi strumenti:
Non ci si assume la responsabilità dell’uso improprio del codice. Commenter
[...]
$urladdresses = file(“addresslist.txt”);
foreach($urladdresses as $urladdresse)
{
$urladdresse = trim($urladdresse);
$murl = $urladdresse.’/wp-comments-post.php’;$anchort = $_POST['anchortext'];
$email = $_POST['emailid'];
$urlid= $_POST['urlid'];
$commentis= $_POST['comment'];$comment_post_ID = mt_rand(5,40);
$postdata=”author=$anchort&email=$email&url=$urlid&comment=$commentis&submit=Submit+Comment&comment_post_ID=$comment_post_ID “;
echo “Comment has been posted to $urladdresse (post no $comment_post_ID)<br />”;
[...]
Quello che fa il codice è caricare degli indirizzi di blog inseriti nel file addresslist.txt (un url per riga) contenuto nella stessa cartella di questo file .php, prende un articolo all’interno dei blog a partire dal 5 al 40 post e invia un commento spam.
Nel file main.html c’è un form che consente di inserire autore, indirizzo e-mail, sito web (quello associato all’autore) e il testo del commento.
flapane responded on 26 Apr 2009 at 4:31 pm #
Il cloaking di linkli… con tinyurl credo sia una cosa ancora più black hat di quanto descritto nell’articolo
admin responded on 26 Apr 2009 at 4:52 pm #
Non capisco cosa centra il cloaking con questo articolo.
flapane responded on 27 Apr 2009 at 4:36 pm #
Non c’entra niente infatti, era solo una considerazione, avendo letto il termine black hat nell’articolo.
admin responded on 27 Apr 2009 at 8:03 pm #
E’ un modo come gli altri per pagarsi l’hosting, per via del principio “ogni sito deve essere in grado di automantenersi”, non so se hai letto la serie di articoli tratti da blue hat seo.
E l’uso di tinyrl è solo per Google.